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TELE BELGIOIOSO - IL MORTO DEL GIORNO IN HD (by Michele Bucci)

SONO AMICI MIEI, LI AMO. 

gianlucaeirene: Raccontami la tua storia

che bello che qualcuno s’interessi alla mia storia. Beh non è niente di che, ma dopotutto è la mia storia. Sono nata nel 1990, in un paese vicino a Pavia, ho un fratello e una sorella tutti e due molto più grandi di me, tutti mi hanno sempre detto che sarei stata la più coccolata (e lo sono stata), ma nessuno mi aveva detto che inevitabilmente i miei comportamenti sarebbero stati paragonati ai loro. Comunque, se dicessi che la mia non è stata un’infanzia felice, mentirei. Ho sempre avuto la paura dei paragoni tra me e le altre bambine, il primo che mi ricordo risale ai tre anni, insomma non sono mai stata una molto sicura di me, anche perchè in un asilo gestito dalle suore nessuno poteva esserlo. Cresco felicissima fino ai 12/13 anni, quando i ragazzini iniziano a notare le ragazzine. Io non ero assolutamente bella, anzi, in quelle che erano le “classifiche” in classe ero sempre nell’ultima parte e non so se era perchè ero un totale maschiaccio o se veramente ero così terrificante. Dai 13 ai 15 anni vivo praticamente in simbiosi con una mia amica, Alessandra, ci rinchiudiamo in camera ad ascoltare musica rock e ci isoliamo totalmente dal mondo. Niente di più bello. Finisco le scuole medie e m’iscrivo, nonostante l’essere scarsissima in matematica, al liceo scientifico tecnologico, che abbandono dopo un anno per il liceo linguistico. Il primo dei miei mille tentativi andati a male. Gli anni del liceo sono fantastici, li rivivrei anche se mi dicessero che in cambio devo dare tutta la mia vita: ho conosciuto persone preziose, ho avuto i professori sempre e comunque dalla mia parte e mi hanno fatto capire che non ero così un relitto umano. Mi hanno aiutata molto. La sera prima dei miei 17 anni conosco una persona che avrei dovuto evitare nella mia vita, niente di grosso, se non un’enorme illusione con conseguente annullamento della mia persona. Da lì a poco mi iniziano gli attacchi di panico. Questa persona continuerà ad entrare nella mia vita ad intervalli regolari fino al 2010. Inizio a curare quello che io davo per un “mal di pancia occasionale” con, ovviamente dei medicinali specifici. Mi fidanzo con un ragazzo di 4 anni più grande di me a novembre, che mi lascerà il giorno prima del mio orale di maturità dicendomi che mi aveva tradita sei mesi su nove. Grande. In quel momento le mie amiche hanno fatto molto. Dopo di lui ho avuto qualche ragazzo occasionale, insomma nulla di serio, anche per la mia paura nello spiegare me stessa ad un’altra persona. Mi sono iscritta all’università per realizzare il mio vice sogno di sempre: la criminologa. Provo ad entrare in medicina, ma ovviamente non riesco. Provo psicologia, esame preso sottogamba ma con l’occasione del ripescaggio. Non lo supero e mi rifiuto di essere ripescata per punirmi del mio fallimento. M’iscrivo a filosofia, che per la seconda volta, non è la mia strada. Arrivo a comunicazione. Nel frattempo, dopo vari mesi nel limbo della pazzia e delle notti in giro per locali, nel 2010 incontro credo l’uomo che per sempre potrò definire della mia vita. Michele. Lo conoscevo da tanti anni, ma in quel momento, quello giusto, mi ha detto le cinque parole  che mi sono sempre sognata “non sei come le altre”. Ci siamo amati per due anni e due mesi. Poi non so perchè, ho deciso di finire la relazione, sembrava non ci fosse più interesse. In realtà col senno di poi, ho scoperto che lui e solo lui poteva essere l’uomo che più mi poteva rendere felice e capire. Mi manca molto e lo sa, siamo ottimi amici, e ogni tanto quando lo guardo mi viene da piangere. Ma tutti e due sappiamo che la nostra storia non è mai FINITA. In questi due anni è arrivata Nya, quella che considero il mio amore più grande, ma che è una cagnolina splendida nonchè la felicità di ogni mio giorno. Gli attacchi di panico continuano proporzionalmente con le mie insicurezze che crescono a dismisura. Il mio aspetto fisico è la mia croce, insomma non mi piaccio come il 90% delle ragazze, solo che per me vuol dire vivere nell’indecisione più estrema. Da quando ho 15 anni, l’unica via per sentirmi “mia” è la fotografia. Solo passione, però, purtroppo fino ad ora non ho mai fatto nessun grande passo. Ora sono fidanzata con un ragazzo di sei anni più grande di me, Giorgio. E’ un po’ un cretino su alcune cose, e non ha minimamente idea di cosa voglia dire stare al suo fianco, ma ha reso la mia vita felice. Era qualcuno di cui avevo bisogno: una persona iper sicura di sè, che mi prendesse per mano e mi portasse avanti con lui. Siamo fidanzati da quasi un anno, tra sua mamma che vuole farci sposare e i miei sanissimi 23 anni (che vinceranno). Gli attacchi di panico sono diminuiti ma non sono assolutamente scomparsi, non ci si libera mai delle brutte bestie, in compenso la mia ansia si è trasformata in altro, modificandomi ancora una volta la vita. Continuo a studiare, mi mancano 6 esami alla laurea e la mia disperazione è crescente. Ho le vecchie amiche delle medie (una) e del liceo che rendono la mia vita un po’ più serena rispetto a quello che è. Mi è successa una cosa poco carina in vacanza l’anno scorso che mi ha fatto fidare ancora meno della popolazione umana, ma ho passato anche quella. Da quando ho 15 anni mi copro il corpo con tatuaggi che rappresentano tutti una parte molto importante della mia esistenza. L’anno scorso è nata la mia gioia più grande, mio nipote, che porto sul corpo con la scritta “Bubi” ed il simbolo d’infinito,siamo io e lui e basta. Il prossimo tatuaggio sarà la scritta STAY STRONG, esattamente dal lato opposto del busto di “bubi”. La mia voglia di andarmene da dove vivo è, da circa dieci anni, al massimo della potenza, ma fino a quando dovrò, starò qui accanto alle mie due ancore, i miei genitori. Non è una storia eccezionale, lo so, vissuta forse è ancora più noiosa, ma non ci posso fare niente. Non posso fare rewind, anche perchè una vita senza sbagli sarebbe ancora più pesante che questa, almeno ora ho qualcosa da rimproverarmi. Grazie per avermela chiesta, sarei curiosa anche della tua.
Scusa se ti ho annoiata, ma per un gene di famiglia, quando scrivo non mi fermo.  

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the best place i can be. on Flickr.IL MIGLIOR POSTO.

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“Le sensazioni che non provo. Le cose che non faccio. Le persone che non incontro. Le vite che non ho.
»

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